3 Bean Stout

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Birrificio: Lervig Aktiebryggeri / Way Beer

Nazione: Norvegia

Grado alcolico: 13%

Descrizione: “Alcuni birrai brasiliani sono venuti apposta in Norvegia per preparare una gigantesca imperial stout. In linea con la tradzione dei giganti, abbiamo gettato un paio di fagioli magici in infusione per ottenere una buona stazza. Fave di tonka , vaniglia e cacao fanno tutte la loro parte nel rendere questa birra una stout veramente complessa e unica, offrendo allo stesso tempo la qualità oscura che ci si aspetta da Lervig . Piantate i fagioli magici!” [Traduzione dal sito web di Lervig]
I “birrai brasiliani” sono quelli del birrificio Way Beer, situato a Pinhais, un comune dell’area metropolitana di Curitiba, Paranà. Fondato nel 2010 da Alessandro Oliveira e Alejandro Winocour, Way Beer incontra la strada di Mike Murphy e del suo Lervig nel 2015, dando vita alla birra di cui stiamo trattando. Oltre alle già citate fave, vengono utilizzati malti Pale, Caramel e Roasted, mentre come luppoli sono stati selezionate le varietà Aurora e Hersbrucker.
Se vi state chiedendo cosa sia la fava tonka, è un frutto originario del Sud America, conosciuto anche come cumaru, simile nell’aspetto ad un dattero ed ottenuto da una pianta chiamata Dypterix Odorata, che cresce soltanto nella zona più settentrionale/caraibica del Sudamerica. Il suo utilizzo in cucina è relativamente recente (si usa soprattutto per aromatizzare il tabacco ed in cosmesi maschile): l’odore della fava tonka è erbaceo, con note speziate di miele, vaniglia, cannella e mandorla. Questo tipico aroma viene chiamato “cumarina”. Ad aumentare l’esclusività del frutto sono i lunghi tempi necessari a poterne usufruire: le fave tonka vengono infatti essiccate per almeno un anno prima di essere trasformate nel prodotto finito che arriverà al consumatore.

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Polly

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Birrificio: Mikkeller

Nazione: Danimarca

Grado alcolico: 16%

Descrizione: Dal genio di Mikkel Bjergso nasce una nuova, curiosa imperial stout, ancora una volta di grado alcolico elevato (com’è giusto) e con l’aggiunta di olivello spinoso: una pianta aromatica tipica dell’Asia orientale, dal gusto astringente e oleoso, già utilizzata da Nøgne Ø nella sua Tindved.

Stella 5

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Birrificio: Mikkeller

Nazione: Danimarca

Grado alcolico: 16%

Descrizione: La nuova, immensa Imperial Stout di Mikkeller titola un impressionante grado alcolico (ma chi conosce il birraio di Copenaghen non si stupirà di certo) ed è stata prodotto con l’aggiunta di prugne in fase di fermentazione. Solo una piccola quantità di bottiglie possiede il tappo cerato.

Been Smoking Too Long

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Birrificio: Evil Twin

Nazione: Danimarca

Grado alcolico: 8,9%

Descrizione: “Come una significativa dose di Ashtray Heart (smoked porter prodotta in precedenza dal birrificio, n.d.a.) abbia trovato il modo di insinuarsi nelle botti di bourbon dove è maturata questa birra rimane a tutt’oggi un mistero irrisolto. Nondimeno, non arrovelliamoci sui dettagli bizzarri, quando questa birra è gustosa in maniera ridicola e prepotentemente corposa.” [Jeppe Jarnit-Bjergsø]
Prodotta presso il birrificio De Molen, in Olanda.

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Birrificio: De Dochter Van der Korenaar

Nazione: Belgio

Grado alcolico: 9%

Descrizione: Una birra scura, corposa, a metà strada tra una quadrupel ed una porter. In essa si combinano i malti affumicati ed i sentori di caffè/cioccolato con i piacevoli, leggeri sentori fruttati di frutta secca subtropicale dati dal lievito belga. Le note amare vanno a braccetto con una pronunciata sensazione cremosa in bocca, che rende il bere questa birra un’esperienza deliziosa per gli amanti delle birre scure.
Esistono anche due versioni invecchiate in botti di whisky, per sei mesi: per una si utilizzano botti in cui è maturato whisky delle Islay, per l’altra whisky non torbato. In entrambe l’invecchiamento rende il gusto della birra più morbido ed il corpo più pieno e vellutato.

 

Hornbeer Russian Imperial Stout

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Birrificio: Hornbeer

Nazione: Danimarca

Grado alcolico: 8,2%

Descrizione: La versione più addomesticata dell’imperial stout secondo Hornbeer, ma non per questo la meno interessante: prodotta con malti affumicati a torba, contiene anche una parte di caffè colombiano fresco, aggiunto in infusione, che ne sottolinea le note torrefatte. La struttura corposa ma lineare la rende un abbinamento ideale non solo per il classico cioccolato fondente, ma anche per i formaggi morbidi e l’osso buco.

Ma ovviamente una imperial stout così “morbida” non poteva restare troppo a lungo senza una sorellastra maggiore, brutale e glaciale. In questo caso prende il nome di Vladimir P., in omaggio (non molto velato) al moderno Zar di tutte le Russie. Questa versione estrema della Russian Imperial Stout di Hornbeer titola 12% abv, di seguito riporto la traduzione dell’ironica descrizione fornita sul sito del birrificio: “[Vladimir P.] è una “Triple Russian XXL Imperial Stout”, una categoria di birra completamente nuova, prodotta con infinito rispetto per il popolare presidente, che dà fondo a tutte le proprie energie per realizzare decisioni impopolari. Queste è una caratteristica di cui solitamente la popolazione mondiale sente il bisogno in un uomo politico. Ma anche l’alto grado di empatia che viene dimostrato quando le minoranze devono essere protette. Il mondo in cui egli [Putin, n.d.r.] annette con determinazione le aree con minoranze che dimostrano simpatia per il carismatico leader. [“Just as he protects the small minority of the nation’s own men who think better of other of the nation’s men than they seem on Petrushka and Varushka” (non so come rendere questa frase… Help!)]. Solitamente un breve periodo dietro le sbarre aiuta con questi fraintendimenti. I politici occidentali potrebbero sicuramente imparare qualcosa dal sig. Putin, questo è probabilmente il motivo per cui al momento sono tanto furiosi. Vladimir P è il successore naturale della Russian Imperial Stout, amata dalla Zarina Caterina, da 8,2% di Hornbeer. Sono passati cent’anni, più o meno. Lei non era esattamente famosa per le sue inclinazioni democratiche. Era un tantino, fredda, collerica e calcolatrice. Ma se poteva bere una Russian Imperial Stout, allora adesso dev’essere giunto il momento di una Triple Russian XXL Imperial Stout da 12%.

Yellow Belly

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Birrificio: Buxton Brewery

Nazione: Inghilterra

Grado alcolico: 11%

Descrizione: Yellow Belly (letteralmente “pancia gialla”) è un’espressione idiomatica inglese che sta ad indicare una persona senza coraggio, fermezza, polso, in altre parole, un codardo. Per quelli di Buxton (e di Omipollo, questa è infatti una collaboration beer con i birrai di Stoccolma), uno dei gesti più codardi è agire nell’anonimato, nascondendosi dietro ad un gruppo, in nome del razzismo istituzionalizzato. In altre parole, questa è una birra contro il Ku Klux Klan. Una birra che celebra tutto ciò che è nuovo, avanzato e progressista, una peanut butter biscuit stout senza biscotti, burro nè noccioline. Da assaggiare senza pregiudizi.

Rain Shadow

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Birrificio: Buxton Brewery

Nazione: Inghilterra

Grado alcolico: 11%

Descrizione: Sentori di vino rosso invecchiato e cioccolato fondente introducono questa poderosa Imperial Stout, caratterizzata anche da rinfrescanti note erbacee. Colore nero impenetrabile, con una schiuma compatta color nocciola, poco persistente. Al naso si rilevano anche profumi di caffé, frutta secca e liquore. In bocca è poco carbonata, adeguatamente affumicata e torrefatta, inizialmente dolce e caramellata con un finale amaro e dissetante, bruciacchiato, a chiudere. La dolcezza dei malti si rileva anche nel corpo, ben presente e vischioso, quasi a ricordare un vino barricato.